Il lobbying è l'attività con cui un'organizzazione rappresenta i propri interessi, o quelli di un cliente, presso chi prende decisioni pubbliche: parlamentari, governo, Regioni, Comuni, autorità, istituzioni europee. In Italia è un'attività lecita ma senza una legge nazionale organica: il testo approvato dalla Camera il 29 gennaio 2026 è all'esame del Senato. Nell'Unione europea esiste invece un registro per la trasparenza comune a Parlamento, Consiglio e Commissione.
Questa guida spiega cosa si intende per lobby e lobbying, a che punto sono le regole italiane a novembre 2026, come funziona il registro per la trasparenza dell'UE e come scoprire chi fa lobby su un tema.
Cos'è il lobbying
Nel linguaggio delle istituzioni si parla di «rappresentanza di interessi»: un'impresa, un'associazione di categoria, un sindacato, un'ong o una società di consulenza porta a chi decide informazioni, dati, proposte e richieste per orientare una legge, un regolamento, un bando o una decisione amministrativa. Le forme tipiche sono gli incontri, i documenti di posizione, le proposte di emendamento, le audizioni in commissione, le risposte alle consultazioni.
Il lobbying non coincide con la corruzione né con il traffico di influenze, che sono reati. Proprio per tracciare il confine, nella sentenza n. 185 del 2025 la Corte costituzionale ha invitato il legislatore a introdurre una disciplina organica delle attività di lobbying, per definire con chiarezza le condotte illecite e rendere trasparenti i rapporti con le istituzioni. Il passaggio è riportato nel dossier della Camera sulla proposta di legge in discussione.
Il lobbying è anche uno degli strumenti dell'advocacy: quando un'associazione chiede un incontro a un assessore o propone un emendamento per una causa di interesse generale, sta facendo rappresentanza di interessi.
Lobby e lobbying: chi rappresenta interessi
«Lobby» indica il gruppo o l'organizzazione, «lobbying» l'attività. Il registro dell'UE divide chi si iscrive in categorie che danno un'idea di quanto sia vario il mondo della rappresentanza di interessi:
- imprese e gruppi;
- associazioni di categoria e d'impresa;
- sindacati e ordini professionali;
- società di consulenza e studi legali, che lavorano per clienti;
- organizzazioni non governative e reti;
- centri studi, istituti di ricerca e università;
- organizzazioni che rappresentano chiese e comunità religiose;
- associazioni di enti pubblici e altri enti pubblici o misti.
La distinzione più utile, quando leggi i dati, è per conto di chi si lavora: per i propri interessi o quelli dei propri iscritti, per clienti, oppure per interessi non commerciali.
Il lobbying in Italia: c'è una legge?
Non ancora. Da diverse legislature il Parlamento discute proposte per regolare la rappresentanza di interessi. Nel gennaio 2022 la Camera aveva approvato un testo che istituiva un registro presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ma la legislatura si è chiusa senza il voto del Senato.
Nella legislatura in corso la Camera ha approvato il 29 gennaio 2026 un testo unificato, «Disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi» (C. 2336 e abbinate), trasmesso al Senato come ddl S. 1780. Secondo il dossier preparato dalla Camera per l'esame in Assemblea, il testo prevede tra l'altro:
- un registro pubblico per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi presso il CNEL, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che sostituisce gli altri registri, fatta salva l'autonomia degli organi costituzionali;
- l'obbligo di iscrizione per chi svolge l'attività in modo professionale e continuativo, e la facoltà di iscriversi per gli altri;
- un'agenda degli incontri con i decisori pubblici, tenuta da chi rappresenta interessi, con il decisore incontrato, il luogo, l'argomento e gli altri partecipanti;
- un codice deontologico e un comitato di sorveglianza presso il CNEL, con sanzioni per chi viola le regole.
A ottobre 2026 il ddl è all'esame in commissione al Senato, insieme ad altre proposte sullo stesso tema, secondo i dati ufficiali del Senato. Il testo può ancora cambiare: finché non è approvato in via definitiva, valgono le regole che ci sono oggi.
I registri che esistono già
- Camera dei deputati. Dal 2016 la Camera ha un codice di condotta dei deputati e una regolamentazione dell'attività di rappresentanza di interessi nelle sue sedi; il registro dei rappresentanti di interessi è stato istituito nel febbraio 2017. Gli iscritti presentano una relazione annuale sui contatti avuti.
- Ministeri. Alcuni ministeri hanno registri propri. Il Ministero delle imprese e del made in Italy, allora dello Sviluppo economico, ha aperto il suo nel 2016: chi rappresenta interessi deve iscriversi per chiedere un incontro con ministro, viceministri, sottosegretari e direttori generali. Anche il Ministero del lavoro ha istituito un proprio registro per la trasparenza.
- Regioni. Alcune Regioni hanno una legge sulla rappresentanza di interessi: la prima è stata la Toscana (legge regionale 5/2002), poi tra le altre Lombardia, Calabria, Puglia, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise. Regole e registri sono sui siti dei rispettivi consigli regionali.
Il registro per la trasparenza dell'UE
A livello europeo le regole sono più strutturate. Il registro per la trasparenza si basa su un accordo interistituzionale del 2021 tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, in vigore dal 1° luglio 2021. L'iscrizione non è un obbligo di legge in senso stretto, ma è la condizione per svolgere alcune attività: senza, molte porte restano chiuse.
Chi deve iscriversi
Chiunque svolga attività per influenzare politiche, leggi o processi decisionali delle istituzioni europee: imprese, associazioni, consulenti, ong, centri studi, anche con sede fuori da Bruxelles. Le condizioni fissate da ogni istituzione sono queste:
- Commissione europea: per incontrare commissari e dirigenti e per partecipare ad alcuni gruppi di esperti;
- Parlamento europeo: per avere il badge di accesso ai locali, organizzare eventi nelle sue sedi e partecipare alle attività di intergruppi e raggruppamenti non ufficiali;
- Consiglio dell'UE: per incontrare il segretariato generale, partecipare a sessioni informative ed eventi e accedere ai locali.
Cosa si vede: spesa dichiarata e incontri
Ogni scheda del registro dice chi è l'organizzazione, per conto di chi agisce, quali politiche europee segue e con quali risorse.
| Dato | Cosa ti dice | Attenzione |
|---|---|---|
| Categoria e interessi rappresentati | Se l'organizzazione lavora per sé, per i propri iscritti, per clienti o per interessi non commerciali | Le società di consulenza dichiarano i clienti, non una causa propria |
| Costi stimati delle attività | Quanto l'organizzazione dichiara di spendere per l'attività di rappresentanza nell'ultimo anno chiuso, spesso per fasce | È dichiarato dall'organizzazione; per i consulenti è il fatturato da clienti, mentre ong e centri studi indicano il bilancio totale |
| Persone coinvolte e tempo pieno equivalente | Quante persone lavorano sul dossier europeo | Utile per confrontare organizzazioni di dimensioni diverse |
| Fondi UE ricevuti | Se l'organizzazione riceve finanziamenti dall'Unione | È un finanziamento ricevuto, non una spesa di lobby |
| Aree di interesse e proposte seguite | Su quali temi e atti lavora | Le aree sono dichiarate in modo ampio |
Gli incontri si leggono altrove. La Commissione pubblica gli incontri dei commissari e dei dirigenti con i rappresentanti di interessi. Al Parlamento europeo relatori, relatori ombra e presidenti di commissione devono pubblicare gli incontri programmati con i rappresentanti di interessi, che compaiono nella pagina di ogni deputato.
Come scoprire chi fa lobby su un tema
- Parti dal registro UE. Cerca il tema tra le aree di interesse e nei nomi e negli obiettivi delle organizzazioni; filtra per paese se ti interessano gli attori italiani. Usa anche i termini inglesi.
- Guarda gli incontri. Dalle schede dei commissari e dei deputati europei vedi chi ha incontrato chi e su quale dossier.
- Leggi le audizioni in Parlamento. Nella scheda di un disegno di legge trovi le audizioni svolte in commissione e spesso le memorie depositate da associazioni e imprese.
- Controlla i registri italiani. Il registro della Camera, quelli dei ministeri e delle Regioni dicono chi è accreditato e, in alcuni casi, chi ha incontrato chi.
- Leggi le risposte alle consultazioni. Nelle consultazioni della Commissione le risposte delle organizzazioni sono pubblicate con il nome: dicono chi ha preso posizione e su cosa.
- Segui il dibattito pubblico. Comunicati, studi commissionati e campagne pubblicitarie su un tema completano il quadro; per la pubblicità sui social puoi usare la libreria inserzioni di Meta.
Come farlo con Poliscope
Poliscope collega Claude o ChatGPT a strumenti per capire chi influenza una decisione. Lo strumento Lobby sul tema cerca nel registro per la trasparenza dell'UE le organizzazioni che si occupano di un tema, per esempio «energia» o «agricoltura», e per ognuna riporta categoria, interessi rappresentati, spesa dichiarata, persone a tempo pieno, fondi UE, sito e link alla scheda; di predefinito guarda alle organizzazioni con sede in Italia, ma può cercare in tutta l'Unione. Include solo organizzazioni, non persone, e non comprende il registro della Camera dei deputati. Lo strumento Leggi sul tema trova i disegni di legge su quel tema in Camera e Senato e a che punto sono; Chi decide ti dice chi governa un Comune o una Regione e quali eurodeputati sono eletti in Italia; Ricerca approfondita legge fonti ufficiali e testate, anche in altre lingue, e restituisce i passaggi rilevanti con link e date.
Puoi scrivere, per esempio: «Chi fa lobby sugli imballaggi nel registro per la trasparenza dell'UE, quanto dichiara di spendere, e quali proposte di legge sul tema ci sono in Parlamento?» Ricorda che la spesa è dichiarata dalle organizzazioni stesse. Per provarlo, registrati: hai 5 € di credito in regalo, senza carta. Se ti interessa anche chi finanzia i partiti, leggi la guida su chi finanzia i partiti.
Questa guida è un orientamento generale aggiornato a novembre 2026, non una consulenza legale: per un caso concreto verifica con un legale o con l'istituzione competente.