Per fare una raccolta firme scegli prima lo strumento, perché da lui dipendono soglie, tempi e regole: una petizione libera non ha requisiti formali, una legge di iniziativa popolare richiede 50.000 firme, un referendum abrogativo 500.000 e un'iniziativa dei cittadini europei un milione. Per gli strumenti previsti dalla legge puoi raccogliere le firme online, con SPID o CIE sulla piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia, oppure ai tavoli, su moduli vidimati e davanti a una persona che le autentica.
Questa guida mette in fila le differenze tra gli strumenti, spiega come funziona la firma online, come si organizzano i tavoli in piazza e come calcolare il ritmo che serve per arrivare in tempo.
Quali tipi di raccolta firme esistono
Una raccolta di firme può servire a cose molto diverse: far vedere quante persone sostengono una richiesta, portare una proposta di legge in Parlamento, chiedere un referendum, obbligare la Commissione europea a rispondere. La tabella riassume gli strumenti principali.
| Strumento | Firme | Tempo | Cosa ottieni |
|---|---|---|---|
| Petizione libera (online o su carta) | Nessuna soglia | Libero | Nessun obbligo per chi la riceve: conta per i numeri e la visibilità |
| Petizione alle Camere (art. 50 della Costituzione) | Nessuna soglia | Libero | Viene assegnata a una commissione, che può esaminarla anche insieme ai progetti di legge sulla stessa materia |
| Legge di iniziativa popolare (art. 71 della Costituzione) | 50.000 elettori | Fogli vidimati da non più di sei mesi | Il Parlamento riceve la proposta come progetto di legge |
| Referendum abrogativo (art. 75 della Costituzione) | 500.000 elettori o 5 consigli regionali | Tre mesi; deposito tra il 1° gennaio e il 30 settembre | Se ammesso si vota; serve il quorum |
| Referendum costituzionale (art. 138 della Costituzione) | 500.000 elettori, 5 consigli regionali o un quinto dei membri di una Camera | Tre mesi dalla pubblicazione della legge costituzionale | Si vota sulla legge; non c'è quorum |
| Iniziativa dei cittadini europei | 1 milione, con la soglia minima in almeno 7 paesi (Italia 54.720) | 12 mesi | La Commissione europea deve incontrare i promotori e rispondere |
| Petizione al Parlamento europeo (art. 227 del Trattato sul funzionamento dell'UE) | Nessuna soglia | Libero | La commissione per le petizioni la esamina se riguarda materie dell'UE |
| Petizioni, istanze, proposte e referendum locali | Secondo lo statuto | Secondo lo statuto | Obblighi e tempi di risposta fissati dallo statuto dell'ente |
Petizione, legge popolare o referendum?
La petizione è lo strumento più semplice: la scrivi, la diffondi e la consegni. Funziona quando ti serve dimostrare un sostegno largo in fretta o aprire un dialogo con chi decide. La legge di iniziativa popolare ha senso quando hai un testo già scritto in articoli e vuoi costringere il Parlamento a riceverlo: la proposta va presentata al Presidente di una delle due Camere, che verifica e conta le firme (art. 48 della legge 352/1970). Il referendum abrogativo è lo strumento più pesante: richiede molte firme in poco tempo, il giudizio della Corte costituzionale sull'ammissibilità e poi il quorum di validità al voto.
Come fare una raccolta firme online
Dal 25 luglio 2024 è operativa la piattaforma pubblica per i referendum e le iniziative popolari, prevista dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020) e oggi gestita dal Ministero della Giustizia. I comitati promotori aprono la raccolta da un'area riservata; chi vuole firmare entra con SPID, CIE o un'altra identità digitale, sceglie l'iniziativa e conferma. La piattaforma copre i referendum abrogativi, i referendum costituzionali e le proposte di legge di iniziativa popolare. Le firme online e quelle raccolte su carta si sommano.
Anche le petizioni alla Camera dei deputati si possono presentare e sottoscrivere online, con SPID o CIE, sulla piattaforma «Petizioni online» descritta nella pagina delle petizioni della Camera. La Presidenza valuta se sono ammissibili: non lo sono, per esempio, le richieste troppo generiche, quelle che espongono solo una vicenda personale o quelle che chiedono interventi di altre istituzioni.
Per l'iniziativa dei cittadini europei le firme online si raccolgono sul sistema centrale della Commissione europea, oppure su carta. Il sito ufficiale delle iniziative spiega i passaggi: un gruppo di almeno sette organizzatori residenti in sette paesi diversi, la registrazione, poi dodici mesi di raccolta. Le soglie minime per paese valgono per le iniziative registrate dal 16 luglio 2024: per l'Italia sono 54.720 firme.
Per una petizione libera usi una pagina tua o un servizio di petizioni. In questo caso le regole le scrivi tu, ma i dati di chi firma sono dati personali: serve un'informativa chiara e un consenso separato se vuoi ricontattare le persone. Chiedilo nel momento della firma: dopo è molto più difficile.
Come organizzare i tavoli in piazza
Per una legge di iniziativa popolare o un referendum le firme su carta valgono solo se rispettano alcune regole formali. Una firma raccolta su un foglio sbagliato si perde.
- Fai vidimare i fogli. I moduli si portano alle segreterie comunali o alle cancellerie degli uffici giudiziari, che li timbrano, li datano e li restituiscono entro due giorni (art. 7 della legge 352/1970). Ogni facciata riporta il testo della richiesta.
- Porta al tavolo una persona che autentica. La firma va apposta davanti a chi la autentica, che controlla l'identità di chi firma. L'autenticazione può essere fatta foglio per foglio, indicando il numero di firme.
- Raccogli i dati giusti. Accanto a ogni firma servono nome, cognome, luogo e data di nascita e comune di iscrizione nelle liste elettorali (art. 8 della legge 352/1970). Chiedi un documento a chi firma: aiuta chi autentica e riduce gli errori di trascrizione.
- Chiedi i certificati elettorali. Alle firme vanno allegati i certificati di iscrizione nelle liste elettorali, anche collettivi. I sindaci devono rilasciarli entro 48 ore dalla richiesta, e si possono depositare anche quelli ricevuti via PEC.
- Rispetta le scadenze. Per la legge popolare non valgono i fogli vidimati più di sei mesi prima della presentazione (art. 49). Per il referendum i fogli vanno depositati in Cassazione entro tre mesi dalla vidimazione (art. 28).
Chi può autenticare le firme
L'elenco è nell'art. 14 della legge 53/1990, che si applica anche alle firme della legge 352/1970. Possono autenticare:
- notai, giudici di pace, cancellieri e collaboratori delle cancellerie di corti d'appello e tribunali, segretari delle procure;
- parlamentari, consiglieri regionali, presidenti di provincia, sindaci metropolitani, sindaci, assessori comunali e provinciali;
- presidenti e vicepresidenti dei consigli comunali, provinciali e circoscrizionali, consiglieri provinciali, metropolitani e comunali;
- segretari comunali e provinciali e funzionari incaricati dal sindaco o dal presidente della provincia;
- avvocati iscritti all'albo che hanno comunicato la propria disponibilità all'ordine, che pubblica i nomi sul proprio sito.
Prima di fissare il calendario dei tavoli, verifica con chi autentica che sia competente per il luogo e per il tipo di raccolta: senza un'autenticazione valida le firme del foglio non contano.
Occupazione di suolo pubblico
Un tavolo in piazza o sul marciapiede occupa suolo pubblico: di solito serve una richiesta al Comune, che la valuta secondo il regolamento del canone unico patrimoniale introdotto dalla legge di bilancio 2020 (legge 160/2019). Diversi regolamenti comunali prevedono esenzioni per le occupazioni di piccola superficie legate a iniziative politiche o di raccolta firme senza scopo commerciale, ma soglie e condizioni cambiano da Comune a Comune. Leggi il regolamento, presenta la domanda con anticipo e tieni con te l'autorizzazione al tavolo. Per scegliere i posti conta il passaggio di persone: mercati, uscite delle stazioni, piazze centrali il sabato, biblioteche ed eventi.
Quante firme al giorno servono
Il modo più semplice per capire se una raccolta è realistica è dividere le firme per i giorni disponibili. Sono conti grezzi, ma ti dicono subito che tipo di organizzazione ti serve:
- legge di iniziativa popolare: 50.000 firme in sei mesi sono circa 275 firme al giorno, tutti i giorni;
- referendum abrogativo: 500.000 firme in tre mesi sono circa 5.400 firme al giorno;
- iniziativa dei cittadini europei: un milione in dodici mesi sono circa 2.740 firme al giorno in tutta l'Unione, con le soglie per paese da rispettare.
Tieni un margine sopra la soglia: alcune firme vengono scartate nei controlli, per dati incompleti o perché la persona non risulta nelle liste elettorali. Il sito della Commissione europea, per esempio, consiglia di raccogliere più dichiarazioni del necessario. Segui il ritmo ogni settimana, non solo il totale: una raccolta che parte piano raramente recupera nelle ultime settimane senza un evento o una notizia che la rilanci.
Petizioni e iniziative locali
Se la decisione spetta al tuo Comune o alla tua Regione, gli strumenti li trovi nello statuto. L'art. 8 del Testo unico degli enti locali obbliga i Comuni a prevedere procedure per istanze, petizioni e proposte dei cittadini, con garanzie di esame tempestivo, e permette referendum anche su richiesta di un numero adeguato di cittadini, solo su materie di competenza locale. Per le Regioni, l'art. 123 della Costituzione affida allo statuto regionale le regole sull'iniziativa popolare e sul referendum.
Prima di stampare i moduli leggi lo statuto e il regolamento sulla partecipazione: chi può firmare, quante firme servono, se servono autenticazioni, a chi si consegnano e in quanti giorni l'ente deve rispondere. Annota la data di consegna e il numero di protocollo: ti serviranno per chiedere conto dei tempi. Se ti mancano dati per sostenere la richiesta, puoi chiederli con l'accesso civico generalizzato.
Errori da evitare in una raccolta di firme
- Partire senza aver deciso obiettivo, scadenza e strumento, e cambiare strumento a metà.
- Usare moduli non vidimati o lasciare il tavolo senza chi autentica, anche per pochi minuti.
- Raccogliere migliaia di firme senza chiedere il consenso a ricontattare: alla consegna non hai più modo di dire alle persone cosa è successo.
- Lanciare in sordina. Un lancio coordinato tra tavoli, stampa, social ed email nello stesso giorno dà il ritmo alle settimane successive; per la stampa può aiutarti la guida al comunicato stampa.
- Sparire dopo il deposito. Racconta a chi ha firmato quando la proposta arriva in commissione, quando si vota, cosa ha risposto l'ente.
Come farlo con Poliscope
Poliscope collega Claude o ChatGPT a strumenti pensati per chi organizza campagne di firme. Lo strumento Piano di raccolta firme riassume le regole di ogni strumento, dalla petizione al referendum all'iniziativa europea, e calcola quante firme mancano, quante ne servono al giorno e a settimana e, se gli dai le firme raccolte finora, il ritmo e la proiezione alla scadenza. Lo strumento Firme in corso legge le raccolte aperte sulla piattaforma del Ministero della Giustizia, con firme, quorum, scadenza e ritmo (conta solo le firme online, non quelle dei tavoli). Iniziative europee mostra le iniziative dei cittadini europei in raccolta, con le firme per paese e l'Italia rispetto alla sua soglia. Luoghi per i tavoli trova su Google Maps piazze, biblioteche, librerie, sale e mercati di una città, con indirizzo e recensioni. Lo strumento Metodo ti dà la scheda di lavoro sulle raccolte firme, con passi, checklist ed errori.
Puoi scrivere, per esempio: «Vogliamo presentare una legge di iniziativa popolare sul trasporto pubblico locale e partiamo il 1° febbraio: quante firme ci servono al giorno e dove possiamo mettere i tavoli a Bologna?» Le regole che restituisce sono un riassunto da verificare sulle norme prima di partire. Per provarlo, registrati: hai 5 € di credito in regalo, senza carta.
Questa guida è un orientamento generale aggiornato a novembre 2026, non una consulenza legale: per un caso concreto verifica con un legale, con l'ufficio elettorale del tuo Comune o con l'ente competente.