Il silenzio elettorale è il periodo in cui la propaganda si ferma: il giorno prima del voto e nei giorni del voto sono vietati comizi, riunioni di propaganda in luoghi pubblici e nuove affissioni di manifesti, e le radio e le tv private non possono trasmettere propaganda. Se si vota domenica e lunedì, il silenzio elettorale comincia alla mezzanotte tra venerdì e sabato e finisce con la chiusura dei seggi. Per i sondaggi il divieto parte prima: 15 giorni prima del voto.
Le regole vengono da leggi diverse, scritte quando internet non esisteva. Per questo conviene tenere separato ciò che la legge vieta da ciò che è prassi o indicazione di AGCOM, soprattutto sui social.
Quando inizia il silenzio elettorale
L'articolo 9 della legge 212/1956 fissa i divieti «nel giorno precedente» e in quelli stabiliti per le elezioni. Da qualche anno in Italia si vota spesso in due giorni: nel 2026, per esempio, il decreto-legge 196/2025 ha fissato il voto la domenica dalle 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 alle 15. Il calendario tipo diventa questo.
| Momento | Cosa succede |
|---|---|
| 15 giorni prima del voto | Scatta il divieto di diffondere sondaggi, fino alla chiusura dei seggi. |
| Venerdì | Ultimo giorno di propaganda: comizi di chiusura, ultimi volantinaggi, ultime affissioni negli spazi assegnati, entro le 23:59. |
| Sabato | Giorno precedente il voto: silenzio elettorale. |
| Domenica e lunedì | Giorni del voto: silenzio, più il divieto di ogni propaganda entro 200 metri dai seggi. |
| Ballottaggio, due settimane dopo | Stesse regole: silenzio il sabato e nei due giorni di voto. |
Alle comunali del 24 e 25 maggio 2026 il silenzio è caduto sabato 23 maggio, e per i ballottaggi del 7 e 8 giugno sabato 6 giugno. Per ogni tornata il Ministero dell'Interno pubblica una circolare e AGCOM un avviso con l'ora esatta: per le europee del 2024, con il voto iniziato di sabato, AGCOM ha ricordato che la propaganda era consentita fino alle 23:59 di venerdì 7 giugno (avviso del 6 giugno 2024).
Cosa vieta la legge durante il silenzio elettorale
Ecco i divieti scritti nelle norme, con la loro fonte.
- Comizi e riunioni di propaganda, diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico: vietati il giorno prima e nei giorni del voto (legge 212/1956, articolo 9).
- Nuove affissioni di stampati, giornali murali e manifesti di propaganda: vietate negli stessi giorni. Resta consentita l'affissione di quotidiani e periodici nelle bacheche (stesso articolo).
- Propaganda vicino ai seggi: nei giorni del voto è vietata ogni forma di propaganda entro 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.
- Radio e tv private: il giorno prima e nei giorni del voto non possono diffondere propaganda elettorale (articolo 9-bis del decreto-legge 807/1984).
Per radio e tv il silenzio si somma a regole che valgono già da settimane. Dalla convocazione dei comizi in nessuna trasmissione si possono dare indicazioni di voto, anche in forma indiretta (legge 28/2000, articolo 5). I regolamenti AGCOM chiudono i programmi di comunicazione politica prima del silenzio e, nei giorni di silenzio, limitano i temi elettorali nei notiziari ai fatti di cronaca nuovi di quei giorni.
Le violazioni di comizi, riunioni e affissioni non sono più reati: l'articolo 15 della legge 515/1993 le punisce con una sanzione amministrativa pecuniaria, indicata ancora in lire (da 200.000 a 2 milioni, circa da 103 a 1.033 euro).
I divieti che valgono già nei 30 giorni prima
Il silenzio non è l'unico limite. Dal trentesimo giorno prima del voto sono vietati la propaganda luminosa o figurativa a carattere fisso in luogo pubblico, la propaganda luminosa mobile e il lancio o getto di volantini in luogo pubblico (legge 212/1956, articolo 6). Gli altoparlanti sulle auto si possono usare solo per annunciare ora e luogo dei comizi, dalle 9 alle 21:30 del giorno del comizio e di quello precedente (legge 130/1975, articolo 7). I manifesti vanno solo negli spazi che il Comune assegna a ogni lista.
Sondaggi: il divieto nei 15 giorni prima del voto
L'articolo 8 della legge 28/2000 vieta di rendere pubblici o diffondere, nei 15 giorni prima del voto, i risultati di sondaggi sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto, anche se sono stati fatti prima. I regolamenti AGCOM estendono il divieto alle manifestazioni di opinione e alle rilevazioni che, per come sono fatte e diffuse, possono comunque influenzare l'elettorato.
Il divieto riguarda chiunque diffonda, non solo giornali e tv. In pratica, negli ultimi 15 giorni:
- non condividere un sondaggio pubblicato prima, nemmeno con un commento;
- non lanciare sondaggi nelle storie di Instagram o nei gruppi su chi vincerà;
- non citare percentuali di sondaggi in comizi trasmessi in diretta, newsletter o volantini.
Fuori da quel periodo i sondaggi si possono diffondere con le indicazioni previste dalla legge (committente, metodo, campione, numero di intervistati e altre) e la pubblicazione integrale sul sito sondaggipoliticoelettorali.it della Presidenza del Consiglio.
Silenzio elettorale e social network: cosa dicono le norme e AGCOM
Nessuna legge nomina i social. Le norme sul silenzio parlano di comizi, riunioni, manifesti e trasmissioni radiotelevisive, e non esiste una procedura specifica per sanzionare un post. Sul punto ci sono però due indicazioni di AGCOM.
- Nelle linee guida del 2018 sulle piattaforme online AGCOM scrive che sarebbe «auspicabile» che anche sulle piattaforme i soggetti politici evitassero ogni forma di propaganda nei due giorni.
- Nell'avviso del 6 giugno 2024 va oltre: l'obbligo di silenzio dell'articolo 9 riguarda anche le emittenti e si estende a tutta la propaganda elettorale, diretta e indiretta, «anche se veicolata sulle piattaforme online».
Nella prassi il silenzio online non è sempre rispettato: capita di vedere post e video di candidati anche il sabato. Ma la posizione di AGCOM è chiara, e un contenuto pubblicato durante il silenzio può diventare un caso sui giornali proprio nelle ore in cui non puoi rispondere con la propaganda.
Le inserzioni sono un capitolo a parte: dall'ottobre 2025 Meta non distribuisce più nell'Unione europea annunci politici, elettorali e sui temi sociali, e Google ha annunciato lo stop agli annunci politici. Le regole sulla pubblicità politica online sono spiegate nella guida sulla par condicio.
Vietato o prassi: cosa si può fare durante il silenzio
| Situazione | Cosa dice la regola | Cosa conviene fare |
|---|---|---|
| Comizio o riunione di propaganda il sabato in piazza | Vietato (legge 212/1956, art. 9) | Chiudere tutto entro venerdì. |
| Nuovi manifesti il sabato o la domenica | Vietato | Finire le affissioni entro venerdì. |
| Volantini o spille davanti al seggio | Vietato entro 200 metri nei giorni del voto | Nessun materiale vicino ai seggi. |
| Spot su una radio o tv privata il sabato | Vietato (decreto-legge 807/1984, art. 9-bis) | Concordare con l'emittente l'ultimo passaggio. |
| Condividere un sondaggio dieci giorni prima del voto | Vietato (legge 28/2000, art. 8) | Non citare sondaggi negli ultimi 15 giorni. |
| Post del candidato il sabato con «vota la lista» | Nessuna norma specifica; per AGCOM il silenzio vale anche online | Non pubblicarlo. |
| Post con orari dei seggi e documenti da portare | Non è propaganda se resta un'informazione di servizio, senza simboli né inviti a votare qualcuno | Va bene, con un tono neutro. |
| Manifesti attaccati prima del sabato | Non vietati: il divieto riguarda le nuove affissioni | Lasciarli, controllando i 200 metri dai seggi. |
Checklist per il venerdì della chiusura
- Spegni le inserzioni ancora attive su tutti i canali e controlla che non ripartano da sole.
- Sospendi post programmati, newsletter automatiche e messaggi pianificati per sabato, domenica e lunedì.
- Fissa l'evento di chiusura in modo che finisca prima della mezzanotte di venerdì.
- Scrivi ai volontari cosa non fare: niente volantini, spille o magliette vicino ai seggi, niente post di propaganda.
- Prepara un unico messaggio di servizio per il voto: giorni, orari, documento e tessera elettorale.
- Decidi chi risponde ai commenti e come: solo domande pratiche, rinviando il resto a dopo il voto.
- Organizza i rappresentanti di lista ai seggi e i contatti per lo spoglio.
Se hai bisogno del quadro completo delle scadenze della campagna, la guida alla campagna elettorale comunale le mette in ordine. Per seguire lo spoglio, la guida ai risultati delle elezioni comunali spiega dove trovarli e come leggerli.
Come farlo con Poliscope
Poliscope collega Claude o ChatGPT a strumenti con le regole e le date della campagna. Per il silenzio elettorale ne servono due, entrambi gratuiti:
- lo strumento Calendario della raccolta, se nel tuo profilo c'è la data del voto, ti dà il giorno da cui è vietato diffondere sondaggi, il giorno del silenzio e quello del voto, insieme alle altre scadenze, ognuna con quanto è certa e con il riferimento di legge;
- lo strumento Regole e scadenze restituisce la scheda «Silenzio elettorale», con i divieti dell'articolo 9 della legge 212/1956 e l'indicazione di sospendere post e inserzioni, da far verificare a un legale.
Puoi scrivere, per esempio: «Da quando inizia il silenzio elettorale per il nostro voto e quando scatta il divieto di sondaggi? Dammi le date e la scheda sulle regole del silenzio, così preparo le istruzioni per i volontari.» Le date di legge possono spostarsi se il voto cambia: controllale sulla circolare del Ministero dell'Interno. Per provarlo, registrati: hai 5 € di credito in regalo, senza carta.
Questa guida è un orientamento generale aggiornato a novembre 2026, non una consulenza legale. Per i casi concreti verifica le circolari della tua elezione e chiedi a un legale, alla Prefettura o al Corecom della tua regione.