Una campagna elettorale comunale si prepara in passi: conoscere il comune e come ha votato, scegliere pochi temi, costruire lista e programma, parlare con le persone porta a porta e online, raccogliere fondi rispettando le regole e chiudere bene l'ultima settimana. Qui trovi il piano in dieci passi per una lista civica o per chi si candida, con le regole di legge verificate a novembre 2026 e qualche idea pratica.
Il calendario di una campagna elettorale comunale
Nel 2026 le comunali delle regioni a statuto ordinario si sono tenute il 24 e 25 maggio, con i ballottaggi il 7 e 8 giugno; le regioni a statuto speciale hanno calendari e leggi proprie.
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| Mesi prima | Analisi del comune, temi, candidati. |
| Circa 45 giorni prima | Convocazione dei comizi: inizia la par condicio e il Comune limita la propria comunicazione. |
| Dal giorno dopo l'indizione | Sopra i 15.000 abitanti, chi si candida raccoglie fondi solo tramite il mandatario. |
| Circa 30 giorni prima | Presentazione delle liste; manifesti solo negli spazi assegnati dal Comune; stop a propaganda luminosa e al lancio di volantini. |
| 15 giorni prima | Vietato diffondere sondaggi. |
| Venerdì prima del voto | Ultimo giorno di propaganda e chiusura della campagna. |
| Sabato, domenica e lunedì | Silenzio elettorale e voto. |
| Due settimane dopo | Eventuale ballottaggio nei comuni sopra i 15.000 abitanti. |
| Entro tre mesi | Sopra i 15.000 abitanti, dichiarazione e rendiconto delle spese, anche per chi non è eletto. |
Come si organizza una campagna elettorale comunale: i 10 passi
- Leggi i dati del comune: residenti, età, stranieri, quartieri e frazioni.
- Studia il voto passato: affluenza, liste, preferenze, ballottaggi.
- Ascolta il territorio e scegli tre temi.
- Costruisci la lista e raccogli le firme per presentarla.
- Scrivi programma e messaggi, compresi slogan e frasi chiave.
- Organizza il porta a porta e i banchetti.
- Usa i social con un calendario e contenuti locali.
- Raccogli fondi con le regole del tuo comune.
- Prepara l'ultima settimana e la chiusura della campagna elettorale.
- Organizza il voto: rappresentanti di lista, spoglio, ringraziamenti, rendiconto.
Passi 1-3: dati del comune, voto passato e temi
Parti dai numeri: residenti, anziani e giovani, famiglie straniere, peso delle frazioni rispetto al centro. Da qui dipendono i luoghi dove andare e i temi da mettere davanti. I dati sulla popolazione sono pubblicati dall'ISTAT.
Poi guarda come ha votato il comune: affluenza, voti alle liste civiche, preferenze, eventuale ballottaggio. La guida ai risultati delle elezioni comunali spiega dove trovarli su Eligendo e come leggerli.
Infine ascolta: cronaca locale, gruppi Facebook di quartiere, recensioni di ambulatori e uffici, domande che le persone fanno a Google sul comune. Scegli tre temi, non dieci: quelli su cui hai una proposta concreta e su cui la lista ha persone credibili. Per ogni tema scrivi il problema in una frase, la proposta in una frase e un numero verificabile. Ogni dato che citi deve avere una fonte: la guida al fact checking spiega come controllarlo.
Passi 4-5: lista, programma, slogan e frasi ad effetto
La lista va presentata circa un mese prima del voto con il nome del candidato sindaco, il programma e un numero minimo di firme di elettori del comune, autenticate, che dipende dagli abitanti (legge 81/1993, articolo 3). Qualche esempio:
- sotto i 1.000 abitanti non servono firme;
- tra 2.001 e 5.000 abitanti, da 30 a 60 firme;
- tra 10.001 e 20.000, da 100 a 200;
- tra 40.001 e 100.000, da 200 a 400.
I candidati al consiglio vanno da tre quarti al numero dei consiglieri da eleggere nei comuni fino a 15.000 abitanti, da due terzi al numero dei consiglieri in quelli più grandi; sopra i 5.000 abitanti nessuno dei due sessi può superare i due terzi (testo unico degli enti locali, articoli 71 e 73). Controlla date e moduli con l'ufficio elettorale del Comune.
Slogan per la campagna elettorale
Uno slogan funziona quando dice un impegno in poche parole e si capisce senza spiegazioni. Alcuni esempi neutri, da adattare:
- «Il quartiere che vogliamo, lo facciamo insieme»
- «Più autobus, meno attese»
- «Ogni frazione conta»
- «Bilancio aperto: ogni euro online»
Frasi ad effetto che reggono
Le frasi che restano in mente sono concrete: un luogo, un numero, una scadenza. «Entro il primo anno, il bus serale fino alle frazioni» regge meglio di «una città più connessa». Usala solo se puoi mantenerla e dimostrare il numero che contiene.
Idee originali per la campagna elettorale
- Passeggiate di quartiere con i residenti, per segnare su una mappa i problemi da risolvere.
- Uno sportello del candidato al mercato, con un orario fisso ogni settimana.
- Incontri in luoghi non politici: biblioteche, circoli, cortili, palestre.
- Una pagina con le domande delle persone e le vostre risposte, aggiornata ogni settimana.
Passi 6-7: porta a porta, banchetti e social
Il porta a porta resta il canale più diretto. Dividi il territorio in zone, assegna a ogni volontario poche strade, prepara tre messaggi e le risposte alle obiezioni più frequenti. Annota i temi che emergono, non i dati delle persone: per conservare un contatto serve il consenso, con un'informativa.
Per banchetti e gazebo di solito serve l'autorizzazione del Comune a occupare il suolo pubblico: chiedila per tempo. Ricorda i limiti degli ultimi 30 giorni: manifesti solo negli spazi assegnati a ogni lista, niente propaganda luminosa, niente lancio di volantini in luogo pubblico; gli altoparlanti sulle auto solo per annunciare ora e luogo dei comizi, dalle 9 alle 21:30 del giorno del comizio e di quello precedente.
Sui social lavora con un calendario: pochi contenuti a settimana per tema, foto e video girati nel comune, risposte ai commenti in giornata. Meta non distribuisce più inserzioni politiche nell'Unione europea e Google ha annunciato lo stesso stop: punta su contenuti organici, gruppi locali, newsletter e messaggi a chi ti ha dato il consenso. Le regole su pubblicità online e comunicazione del Comune sono nella guida sulla par condicio.
Email, SMS e WhatsApp: cosa dice il Garante privacy
Il provvedimento del Garante del 18 aprile 2019 è ancora il riferimento:
- email, SMS, telefonate e messaggi richiedono un consenso specifico per la comunicazione politica;
- scrivere a indirizzi o numeri trovati online, sui social o negli elenchi telefonici, senza consenso, è illecito;
- le liste elettorali chieste al Comune si possono usare per la propaganda; l'anagrafe e gli albi professionali no;
- un'associazione non politica può usare i dati dei propri iscritti per la propaganda solo se lo prevede lo statuto e lo dice l'informativa, oppure con il consenso;
- chi chiede di non ricevere più messaggi va tolto.
Passo 8: raccolta fondi per la campagna elettorale, mandatario e rendiconto
Le regole cambiano con la popolazione del comune. Questo è il quadro della legge statale.
| Abitanti | Cosa vale |
|---|---|
| Fino a 10.000 | Nessun obbligo statale specifico di tetto, mandatario o rendiconto. Tieni comunque entrate e spese tracciate. |
| Oltre 10.000 | Statuto e regolamenti del Comune disciplinano la dichiarazione preventiva e il rendiconto delle spese di candidati e liste (legge 81/1993, articolo 30). |
| Oltre 15.000 | Tetti di spesa per candidati e liste; fondi raccolti solo tramite un mandatario elettorale con un unico conto dedicato; dichiarazione e rendiconto entro tre mesi; pubblicazione dei contributi oltre 500 euro l'anno; divieti su alcuni donatori; curriculum e certificato del casellario dei candidati online. |
| Oltre 30.000 | I consuntivi delle liste sono controllati dalla sezione regionale della Corte dei conti; se non vengono depositati la sanzione va da 50.000 a 500.000 euro. |
| Oltre 50.000 | Con la lista si deposita un bilancio preventivo di spesa, pubblicato all'albo pretorio; il rendiconto va reso pubblico entro 30 giorni dalla fine della campagna. |
I tetti di spesa sopra i 15.000 abitanti
Li fissa l'articolo 13 della legge 96/2012. Per «elettore» si intende ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali del comune.
| Comune | Candidato sindaco | Candidato consigliere |
|---|---|---|
| 15.001-100.000 abitanti | 25.000 € + 1 € per elettore | 5.000 € + 0,05 € per elettore |
| 100.001-500.000 abitanti | 125.000 € + 1 € per elettore | 12.500 € + 0,05 € per elettore |
| Oltre 500.000 abitanti | 250.000 € + 0,90 € per elettore | 25.000 € + 0,05 € per elettore |
Ogni lista, escluse le spese dei singoli candidati, non può superare 1 euro per elettore. In un comune con 40.000 elettori, per esempio, il tetto è 65.000 euro per chi si candida a sindaco e 7.000 euro per chi si candida al consiglio.
Mandatario, rendiconto e donatori
Sopra i 15.000 abitanti, dal giorno dopo l'indizione delle elezioni chi si candida raccoglie fondi solo tramite un mandatario, comunicato per iscritto al Collegio regionale di garanzia elettorale, con un unico conto intestato come «mandatario elettorale» di quel candidato (legge 515/1993, articolo 7). Chi spende meno di 2.500 euro solo con denaro proprio non è obbligato al mandatario e al conto, ma deve redigere il rendiconto. Entro tre mesi dalle elezioni la dichiarazione con il rendiconto di contributi e spese, controfirmato dal mandatario, va trasmessa al presidente del consiglio comunale e al Collegio regionale di garanzia elettorale, anche da chi non è stato eletto.
Liste e candidati sindaco devono pubblicare sul proprio sito i contributi superiori a 500 euro l'anno per donatore. Non possono ricevere contributi da governi o enti pubblici esteri, da società con sede all'estero non soggette a imposte in Italia, né da maggiorenni non iscritti nelle liste elettorali. Entro il quattordicesimo giorno prima del voto vanno pubblicati online il curriculum e il certificato del casellario giudiziale di ogni candidato (legge 3/2019, articolo 1, commi 11-14).
Passi 9-10: chiusura della campagna elettorale e giorno del voto
L'ultima settimana serve a ricordare, non a convincere da zero. Ripeti i tre temi, mostra la squadra, spiega come si vota: fino a 5.000 abitanti si esprime una sola preferenza; sopra i 5.000 abitanti fino a due, purché di sesso diverso; sopra i 15.000 abitanti si può anche votare un candidato sindaco e una lista non collegata a lui.
La chiusura della campagna elettorale va fissata entro il venerdì sera, se si vota domenica e lunedì: dal sabato scatta il silenzio elettorale. Per l'evento di chiusura scegli un luogo facile da raggiungere, pochi interventi brevi, un ringraziamento ai volontari e un invito preciso: chi porta al voto chi.
Il giorno del voto servono i rappresentanti di lista ai seggi e un foglio condiviso per raccogliere i dati dello spoglio sezione per sezione. Dopo il voto ringrazia chi ti ha votato e chi ha lavorato, e chiudi il rendiconto nei tempi di legge.
Come farlo con Poliscope
Poliscope collega Claude o ChatGPT a strumenti di dati e ascolto sul territorio. Per una campagna comunale i più utili sono:
- Dati di un comune e Risultati elettorali, gratuiti: residenti, età e stranieri secondo l'ISTAT; il voto del comune alle europee 2024 e alle politiche 2022 a confronto con provincia, regione e Italia, e per i capoluoghi le ultime comunali;
- Ascolto della città: notizie locali e post social degli ultimi giorni, raggruppati per i temi della campagna;
- Domande delle persone e Temi del territorio: cosa si chiede a Google su un tema, anche in una città, e dove si cerca di più;
- Luoghi per tavoli ed eventi: piazze, biblioteche, sale e mercati da Google Maps;
- Regole e scadenze: le schede su mandatario, tetti di spesa, par condicio, silenzio e privacy, da far verificare a un legale.
Puoi scrivere, per esempio: «Ci candidiamo con una lista civica a Rimini: dammi i numeri del comune, come ha votato alle ultime comunali e alle europee, di cosa si parla in città questa settimana e cosa chiedono le persone a Google su casa e trasporti.» Per provarlo, registrati: hai 5 € di credito in regalo, senza carta.
Questa guida è un orientamento generale aggiornato a novembre 2026, non una consulenza legale. Per i casi concreti verifica con un legale, con l'ufficio elettorale del tuo Comune o con la Prefettura.