Il fact checking è la verifica di un'affermazione, di un'immagine o di un video prima di crederci, condividerlo o smentirlo. Per verificare una notizia si risale alla fonte originale, si controllano data e contesto e si confronta quello che dice con documenti e dati ufficiali. Bastano pochi strumenti gratuiti e un metodo, che qui trovi passo per passo.
Per un comitato, un'associazione o una lista il fact checking serve due volte: prima di citare un dato in un comunicato o in un post, e quando una notizia falsa riguarda proprio la tua organizzazione.
Come verificare una notizia in 7 passi
- Fermati prima di condividere. Una notizia che ti fa arrabbiare, o che ti dà ragione, è proprio quella da controllare con più attenzione.
- Isola l'affermazione. Scrivi in una frase cosa sostiene la notizia: chi ha fatto cosa, quando, con quali numeri.
- Cerca la fonte originale. Un articolo che cita «secondo un rapporto» deve portare a quel rapporto; un post che cita una legge deve portare al testo della legge.
- Controlla data e luogo. Molte notizie false sono vere ma vecchie, o vere ma di un'altra città.
- Confronta con i dati ufficiali. Leggi, statistiche, bilanci, risultati elettorali hanno quasi sempre una fonte pubblica: usa quella, non la sintesi di qualcun altro.
- Cerca altre fonti indipendenti. Se un fatto rilevante è vero, di solito ne scrivono più testate o enti.
- Decidi e scrivi cosa hai trovato. Vero, falso, impreciso o non verificabile, con il link alla fonte. Se non riesci a verificarlo, non rilanciarlo.
Un controllo in più riguarda le verifiche già fatte da altri: il Fact Check Explorer di Google raccoglie gli articoli di verifica pubblicati dalle testate di fact checking, anche in italiano.
Le fonti ufficiali da controllare
Ogni tipo di affermazione ha la sua fonte primaria. Tienile a portata di mano.
| Se la notizia parla di… | Dove si verifica |
|---|---|
| Una legge in vigore o una sua modifica | Normattiva per il testo vigente, Gazzetta Ufficiale per gli atti pubblicati |
| Una proposta di legge, un voto in aula, un'interrogazione | I siti della Camera e del Senato |
| Popolazione, lavoro, prezzi, economia | ISTAT per l'Italia, Eurostat per il confronto europeo |
| Risultati elettorali e affluenza | Eligendo, il sito del Ministero dell'Interno |
| Una delibera, un appalto, una spesa del Comune | L'albo pretorio online e la sezione «Amministrazione trasparente» del sito del Comune |
| Una norma europea | EUR-Lex, la banca dati ufficiale del diritto dell'Unione |
Per i risultati elettorali la guida ai risultati delle elezioni comunali spiega come leggere i dati di Eligendo senza errori.
Numeri e percentuali: gli errori più frequenti
Molte affermazioni non sono false ma ingannano con i numeri. Quando verifichi un dato, controlla questi punti:
- Punti percentuali e percentuali. Passare dal 10% al 12% è un aumento di 2 punti percentuali, ma del 20% rispetto al valore di partenza: chi vuole impressionare sceglie la cifra più grande.
- Valori assoluti e relativi. «Mille casi in più» dice poco senza sapere su quanti abitanti e rispetto a quale anno.
- Periodo scelto. Un confronto tra un mese e lo stesso mese di un anno particolare può mostrare una crescita che sul lungo periodo non c'è.
- Fonti diverse messe insieme. Due dati presi da fonti con definizioni diverse, come residenti e presenti, non si possono sommare o confrontare.
- Stanziato e speso. Nei bilanci pubblici una cifra prevista non è una cifra spesa: controlla quale delle due cita la notizia.
Come verificare un'immagine: la ricerca inversa
Le immagini ingannano più delle parole perché sembrano una prova. Quasi sempre il problema non è il fotoritocco ma il contesto: una foto vera, scattata altrove o anni prima.
- Fai la ricerca inversa. Con Google Lens carichi l'immagine o incolli il suo indirizzo e vedi le pagine dove compare la stessa foto o una simile. Esistono anche altri motori di ricerca inversa: provane più di uno.
- Cerca la prima pubblicazione. Guarda le date delle pagine trovate: se la foto girava già anni prima, o in un altro paese, la nuova didascalia è falsa.
- Ritaglia. Se l'immagine è un collage o ha scritte sopra, cerca un pezzo alla volta.
- Guarda i dettagli. Insegne, targhe, lingua dei cartelli, stagione, meteo, ombre: devono essere coerenti con il luogo e la data dichiarati.
- Controlla i segni di generazione artificiale. Mani, testi illeggibili, riflessi incoerenti possono indicare un'immagine creata con l'intelligenza artificiale, ma non sono una prova: cerca sempre l'origine.
Come verificare un video
Per i video il metodo è lo stesso, con qualche passaggio in più.
- Chi l'ha pubblicato per primo. Risali all'account originale e alla data di caricamento: un video ricaricato più volte perde il contesto a ogni passaggio.
- Fotogrammi chiave. Cattura alcune schermate e fai la ricerca inversa: spesso il video intero è online da tempo con un'altra descrizione. Esistono estensioni gratuite nate da progetti europei di verifica, come InVID-WeVerify, che estraggono i fotogrammi in automatico.
- Altre riprese. Un evento pubblico, come una manifestazione o un consiglio comunale, ha quasi sempre altre registrazioni da confrontare.
- Le parole esatte. Trascrivi le frasi contestate con il minuto in cui vengono dette e riascolta il passaggio intero: un taglio può cambiare il senso di una frase.
- Audio e labiale. Voce che non segue le labbra, toni innaturali, scatti nel montaggio possono indicare un video manipolato.
Archivi: quando la pagina sparisce
Chi pubblica una notizia falsa spesso la cancella o la modifica. Salva sempre una copia: schermata con indirizzo e data visibili, e una copia della pagina nella Wayback Machine dell'Internet Archive, che conserva le versioni passate di molti siti e permette di salvarne di nuove. Lo stesso vale per i documenti ufficiali: scarica il PDF della delibera o del bilancio che citi.
Cosa fare se una notizia falsa riguarda la tua organizzazione
- Non rispondere d'impulso. Prima misura quanto gira: un post con dieci condivisioni non merita la stessa risposta di un articolo ripreso da più testate. A volte rispondere amplifica.
- Documenta tutto. Schermate con data e indirizzo, copie in archivio, elenco di chi l'ha rilanciata.
- Verifica di avere ragione. Raccogli i documenti che dimostrano come stanno le cose: delibere, bilanci, verbali, dati.
- Rispondi con la fonte. Una smentita breve, con il fatto corretto e il link al documento, sugli stessi canali dove gira la notizia. Niente attacchi personali.
- Chiedi la rettifica alla testata. Scrivi al direttore. Per i quotidiani la legge sulla stampa (articolo 8) prevede che la rettifica sia pubblicata gratuitamente entro due giorni dalla richiesta, in testa di pagina e nella stessa pagina della notizia, entro trenta righe; per i periodici entro il secondo numero successivo.
- Segnala alle piattaforme. Con il Digital Services Act ogni piattaforma deve offrire un modo per segnalare contenuti illegali, come la diffamazione, e spiegare le sue decisioni, che puoi contestare. In Italia vigila AGCOM, coordinatore dei servizi digitali. Le regole del DSA sono spiegate dalla Commissione europea.
- Valuta le vie legali con un legale. Se la notizia lede la reputazione può essere diffamazione. Per immagini, video o voci falsificati con l'intelligenza artificiale che causano un danno ingiusto a una persona, dal 2025 il codice penale prevede un reato specifico (articolo 612-quater, introdotto dalla legge 132/2025), punibile a querela.
- Informa i tuoi. Manda a soci, volontari e sostenitori due righe con i fatti e il link alla smentita, così rispondono tutti allo stesso modo.
Per la smentita da mandare ai giornalisti, la guida al comunicato stampa ha la struttura e tre esempi; quella sull'ufficio stampa spiega a chi mandarla. In campagna elettorale ricorda anche le regole della par condicio.
Come farlo con Poliscope
Poliscope collega Claude o ChatGPT a strumenti di ricerca dal vivo. Per il fact checking ne servono tre:
- lo strumento Verifica un'affermazione cerca le fonti di una notizia sui siti istituzionali (Camera, Senato, Gazzetta Ufficiale, Governo), sulle testate e negli altri risultati di Google, prima che tu la rilanci o la smentisca;
- lo strumento Verifica un'immagine fa la ricerca inversa di una foto con Google Lens e restituisce le pagine dove compare la stessa immagine o una simile, con il tipo di sito, per capire se è vecchia, ritagliata o fuori contesto; serve per le foto di post, annunci e articoli, mai per riconoscere persone private;
- lo strumento Trascrivi un video trascrive un video di YouTube, TikTok, Facebook o un reel di Instagram, con i momenti al minuto e le affermazioni con numeri da verificare.
Puoi scrivere, per esempio: «Gira questo video in cui si dice che il Comune ha tagliato i fondi per le mense scolastiche: trascrivilo, dimmi quali numeri cita e cerca le fonti ufficiali per verificarli.» Controlla sempre la citazione sul video originale e leggi le fonti trovate prima di pubblicare la smentita. Per provarlo, registrati: hai 5 € di credito in regalo, senza carta.
Le indicazioni su rettifica, segnalazioni e reati sono un orientamento generale aggiornato a novembre 2026, non una consulenza legale: per i casi concreti rivolgiti a un legale.